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Valutazione MIUR:apprezzamento per le iniziative di sviluppo della RAS e dell'Ateneo

Concepito originariamente come un semplice avamposto di un circuito scientifico nazionale e internazionale di alto profilo, la cui intellettualità di governo sarebbe stata però facilmente localizzata fuori dell’Isola, il Sardinia Radio Telescope (SRT), grazie ad una serie di iniziative lungimiranti e coerenti, intraprese dal Governo Regionale e dall’Ateneo di Cagliari, si presenta oggi come un volano dello sviluppo scientifico e tecnologico del territorio.

Ne ha preso atto con soddisfazione venerdì scorso il Prof. Lucio Piccirillo, Professore di Tecnologie Radioastronomiche all’Università di Manchester in UK, che su mandato del Ministro Giannini, ha completato in questi giorni con una visita in Sardegna la valutazione finale del Progetto del Sardinia Radio Telescope.
La realizzazione del Sardinia Radio Telescope (SRT) è da ricondurre a importanti scelte di sviluppo fatte dal Ministero della Ricerca alla fine degli anni ’90, e sancite nel D.M. 4 novembre 1997, nr. 648, “Piani di potenziamento della rete scientifica e tecnologica nelle aree depresse”. Con il successivo Protocollo d’Intesa fra il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Agenzia Spaziale Italiana e la Regione Autonoma della Sardegna, il progetto è stato ulteriormente finanziato, ed è stato poi preso in carico dall’Istituto Nazionale di Astrofisica nel 2003, a seguito del riordino degli Enti di Ricerca. Ecco la duplice sfida: non solo un avamposto scientifico, ma anche un volano di sviluppo locale.

In occasione della visita del Prof. Piccirillo, orientata soprattutto alla verifica del corretto raggiungimento degli obiettivi originari, è risultato pertanto utile fare anche il punto sull’impatto che il progetto ha avuto - grazie anche all’attenzione delle istituzioni politiche, accademiche e scientifiche isolane - sia sul territorio, sia sullo sviluppo scientifico e tecnologico locale. Tale impatto testimonia un formidabile processo di capitalizzazione dell’iniziativa governativa originaria.
Già durante la fase di costruzione degli impianti, su circa una quarantina di attori industriali e professionisti coinvolti nel progetto, circa una trentina sono localizzati in Sardegna, con un indotto stimato di circa 25 Milioni di Euro. Nella realizzazione di un’opera ad altissimo contenuto tecnologico come un radiotelescopio moderno, non è scontato che le commesse e gli appalti interessino il territorio. Nel caso di SRT, il coinvolgimento locale è risultato invece alquanto significativo, sintomo che la realtà locale era certamente pronta a capitalizzare da subito l’iniziativa governativa originaria.

Ma la Regione e l’Ateneo sono andati ben oltre. La Regione, oltre al finanziamento di circa 5.5 Milioni di Euro per le infrastrutture edilizie di SRT, concordato col MIUR all’epoca di avvio del Progetto, ha posto in essere una serie di azioni e di interventi finanziari che hanno trasformato l’Osservatorio di Cagliari (OAC), in una realtà scientifica e tecnologica vibrante e autorevole in campo nazionale e internazionale, con la sua nuova sede nel Campus della Scienza limitrofo alla Cittadella Universitaria, i nuovi laboratori di sviluppo e le strutture didattiche e divulgative.
[Nell'immagine, veduta aerea della nuova sede dell'INAF-OAC]


Un intervento finanziario locale significativo, quasi 20 Milioni di Euro che vede la Sardegna in prima linea nella sua capacità di capitalizzare gli interventi strutturali.
Allo stesso tempo, l’Ateneo ha contribuito alla creazione di un vivaio di giovani talenti in astrofisica, in radioastronomia e nelle tecnologie di riferimento, con l’attivazione di percorsi di studio specialistici presso i Dipartimenti di Fisica, di Ingegneria Elettrica ed Elettronica e di Ingegneria Ambientale. Molti di questi giovani sono impegnati oggi con successo nelle attività scientifiche e tecnologiche connesse allo sviluppo di SRT.

Ad accogliere il Prof. Piccirillo, con una agenda fitta di interventi: Andrea Possenti, Direttore dell’OAC; Luigina Feretti, Direttrice dell’Istituto di Radioastronomia di Bologna, e principale Centro di Spesa dei finanziamenti MIUR; Nichi D’Amico, Professore Ordinario all’Università di Cagliari e Direttore uscente del Progetto; Luca Stringhetti, “Assembly and Integration Verification” (AIV) Manager; Isabella Prandoni, Project Scientist di SRT; alcuni membri della corposa squadra di bolognesi e cagliaritani che insieme hanno contribuito al successo di SRT, fra cui Andrea Orlati, Marco Poloni, Tonino Pisanu.
[Nell'immagine, foto di gruppo a SRT]


Il Prof. Piccirillo ha quindi visitato l’antenna e la sala controllo. Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti presso la sede cittadina dell’OAC, nel nuovo Campus del Scienza, dove il Prof. Piccirillo ha visitato i nuovi laboratori di ricerca e sviluppo e le strutture didattiche e divulgative finanziati dalla Regione.

Alla fine della sua visita il Prof. Piccirillo ha dichiarato: “Ringrazio anzitutto per la magnifica ospitalità e cordialità del gruppo locale di radio astronomia. Sono molti anni che manco dall’Italia – nonostante abbia mantenuto rapporti scientifici con alcuni colleghi astronomi. E’ la prima volta che ho l’onore – e l’onere – di presiedere un comitato di valutazione di un progetto importante in Italia e debbo dire che sono favorevolmente impressionato dalla disponibilità, competenza tecnica ed amministrativa, nonché scientifica dei colleghi incontrati a Cagliari. Ho potuto ammirare il Sardinia Radio Telescope da vicino ed ho constatato la qualità del lavoro svolto nel progettare, costruire, assemblare e verificare le varie funzionalità del telescopio. Mi aspettano adesso un paio di settimane di lavoro per la stesura della relazione finale ma posso anticipare che, dal punto di vista tecnico, il progetto senz’altro pone l’Italia – e la Sardegna in particolare – all’avanguardia tecnica nel campo della radio astronomia a livello mondiale